L’attività multidisciplinare di valutazione delle tecnologie sanitarie (Health Technology Assestment –HTA) è una scienza interdisciplinare che integra gli sforzi di una molteplicità di discipline per produrre le informazioni e le evidenze scientifiche necessarie alle decisioni dei policy-makers. Nei paesi sviluppati i rapidi cambiamenti recentemente osservati nei sistemi sanitari, quali l’invecchiamento della popolazione, il rapido sviluppo delle tecnologie e la crescita dei costi hanno mostrato come la ricerca scientifica si riveli sovente non adatta, o non sufficientemente adatta a produrre le informazioni tecniche necessarie ai policy maker, al di fuori dagli aspetti strettamente scientifici, a fornire supporto per le loro decisioni per una rete più complessa di implicazioni sociali, economiche, giuridiche ed etiche.
L’HTA rappresenta il ponte tra scienza e decisione, in quanto fornisce al decisore un insieme sistematico di informazioni di provenienza interdisciplinare, che rendono più consapevole la sua decisione.
L’HTA è sorta ed ha trovato le sue applicazioni più estese nel contesto dei sistemi sanitari nazionali. L’HTA è consistita principalmente nella produzione di valutazioni di efficacia riguardo all’opportunità di introdurre nuove tecnologie o di mantenere in uso tecnologie esistenti.
Lo scopo prevalente era quello di fornire supporto tecnico e scientifico ai soggetti responsabili di assumere decisioni di politica sanitaria. Pur nell’eterogeneità dei modelli organizzativi adottati dai singoli paesi i soggetti incaricati di svolgere tale attività possono essere descritti come tecnostrutture facenti parte della pubblica amministrazione (uffici governativi e authority) che agiscono con l’utilizzo di competenze interne alla struttura, sovente integrate dal ricorso a panel di esperti esterni. Il prodotto della valutazione è codificato in documenti (report) più o meno strutturati che – a secondo dei contesti – forniscono raccomandazioni o impongono comportamenti vincolanti su tutto il territorio nazionale.
Nel descrivere la nascita dell’HTA nei diversi paesi, Battista (2) evidenzia la peculiarità del caso italiano, dove il progetto di una valutazione sistematica ed interdisciplinare della tecnologia non è sorta da agenzie istituzionali o da uffici governativi, ma dalla esperienza diretta delle aziende ospedaliere, dall’attività svolta sul campo all’interno delle aziende da ingegneri clinici, medici di direzione sanitaria ed economisti aziendali.
Tutto ciò ha dato vita ad un nuovo filone di studi nell’ambito dell’HTA: l’Hospital-Based Health Technolgy Assessment (HB-HTA).
Occorre però precisare che la valutazione della tecnologia svolta a livello aziendale (HB-HTA) presenta caratteristiche differenti rispetto alla valutazione svolta a livello paese. Innanzitutto è differente il destinatario della valutazione svolta a livello aziendale rispetto alla valutazione svolta a livello nazionale/regionale. Nel primo caso il destinatario è il vertice aziendale, depositario di una mission differente rispetto a quella assegnata ai vertici politici nazionali e regionali. Esso è chiamato ad assumere decisioni nell’ambito di un sistema di obiettivi che comprende - accanto al conseguimento delle finalità proprie del sistema sanitario - l’orientamento ad obiettivi strategici di sopravvivenza e sviluppo della realtà aziendale, e ad obiettivi economico-finanziari di breve e medio periodo.
Inoltre, ed in conseguenza diretta di quanto sopra, risultano parzialmente differenti – contemporaneamente più ampi e più specifici - gli obiettivi ai quali è finalizzata l’attività di HTA.
L’HB-HTA, infatti, si sostanzia nel supporto a decisioni di introduzione (o mantenimento) di tecnologie nello specifico contesto organizzativo aziendale.
Infine, occorre considerare come in un contesto aziendale, singolarmente considerato, le risorse e le competenze destinabili al processo di HTA risultino giocoforza più scarse di quanto possa accadere in una tecnostruttura nazionale o regionale, e per tanto non appaiono adeguate a supportare processi di valutazione più “ampi” di quelli necessari a livello aziendale e definiti poco sopra.
Il corretto svolgimento del processo decisionale relativo all’introduzione (e al mantenimento) di una tecnologia all’interno dell’azienda sanitaria, dovrebbe prevedere che il soggetto che opera all’interno delle aziende possa attingere per i propri fini ad una adeguata base di conoscenza relativa all’efficacia delle tecnologie. Tale base di conoscenza, in un modello ideale, dovrebbe essere in primo luogo messa a disposizione dal livello centrale, ad esempio attraverso la produzione con proprie strutture di report di HTA (come avviene in molti paese europei) o attraverso la commissione di specifici report ad un network di aziende e professionisti operanti per conto del livello centrale (come proponiamo possa avvenire a livello nazionale).
Con riferimento all’attività di HB-HTA svolte a livello aziendale occorre a questo proposito tenere ben distinti:
1) la partecipazione alla produzione di report/commodity di HTA orientati allo studio dell’efficacia della tecnologia in un generico contesto nazionale/regionale, con valore indicativo o prescrittivo, che rappresenta un compito specifico di chi governa il sistema sanitario e che, nel contesto italiano, possono essere commissionati ad aziende sanitarie di eccellenza (o ad un loro network) mettendo a loro disposizione risorse specifiche per tale scopo;
2) la produzione di report aziendali di HTA, circostanziati ed orientati allo studio dell’efficienza e dell’economicità dell’introduzione tecnologia sulla base di analisi di efficacia già svolti.
Tra i vari settori della medicina nei quali si articola un ospedale, il mondo dei servizi (laboratorio analisi e servizi di radiologia e imaging) rappresentano probabilmente i più pronti ad un proficuo scambio interdisciplinare in ottica HB-HTA.
M.E. Maccarini (Università degli Studi di Pavia)
BIBLIOGRAFIA
1. AMICONI M., MACCARINI M.E., A. FRANCESCONI, L. PELLEGRINI e P. LAGO (pp. 9-14), Health Technology Assessment: a flexible approach? Experiences in Lombardy. In: IJPH, Year 3, vol. 2, n° 2, summer 2005.
2. BATTISTA R.N., Innovation and diffusion of health-related technologies. A conceptual framework. Int J Technol Assess Health Care. 1989;5(2):227-48, Review.
3. CICCHETTI A., FONTANA F., MACCARINI M.E., Hospital-based health tecnology assessment: analisi di 5 casi di studio nel Network Italiano di Health Tecnology Assessment (NI-HTA) (pp. 19-46). In: Tendenze nuove. Materiali di lavoro su sanità e salute della Fondazione Smith Kline, Edizioni Il Mulino, Anno 2006, n° 1, Gennaio-febbraio.
4. CICCHETTI A., FRANCESCONI A., LAGO P., MACCARINI M.E., GUIZZETTI G., ZAMBIANCHI L.; The development of Hospital Based HTA: the experience of five Italian hospitals, 3rd Annual Meeting of Health Technology Assessment International (HTAi)" - Adelaide, South Australia, July 2006.
5. FRANCESCONI A., Innovazione organizzativa e tecnologica in sanità. Il ruolo dell’health technology assessment, FrancoAngeli, Milano, 2007.
6. FRANCESCONI A., GUIZZETTI G., MACCARINI M.E., LAGO P., Strutture e processi per l’Hospital Based HTA: l’esperienza in Italia. In: Clinical Governance, 2008.
7. LAGO P., MACCARINI M.E.; Trasparenza ed efficienza dei mercati nel settore sanitario. In: IL Point of Care Bulletin, Numero 5 anno 3° (p.p. 3).
8. MACCARINI M.E., Il sistema sanitario europeo: solidarietà e sussidiarietà – Capitolo 5 (pp. 133-163). In: L. VIOLINI (a cura di), Sussidiarietà e decentramento, Approfondimenti sulle esperienze europee e sulle politiche regionali in Italia, Guerini e Associati, Milano, 2003.
9. MACCARINI M.E.; Management ed etica delle risorse in un’Azienda Sanitaria (pp.135-142). In: M. PICOZZI (a cura di), Management ed etica delle risorse in sanità, Franco Angeli, Milano, 2007.
10. MACCARINI M.E.; Health Technology Assessment: evoluzione e diffusione in Italia. In: IL Point of Care Bulletin, Numero 4 anno 3° (p.p. 1-2).
11. MACCARINI M.E., AMIGONI M., La valutazione della tecnologia sanitaria e il governo delle tariffe: il tentativo della Commissione Consultiva della Regione Lombardia. In: Clinical Governance, 2008
Etichette: PeQ n° 3
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

0 commenti:
Posta un commento